L'affascinante e oscuro mondo dell'economia, ogni tanto ci faccio un'incursione, anche se alla lontana.
Fin dai tempi del cosiddetto "Toto nero", conosciuto anche come picchetto, visti i soldi in gioco e l'illegalità del tutto, la possibilità che le partite potessero essere truccate era quasi una certezza. E guarda caso, il mondo del calcio italiano fu interessato negli anni da ben quattro episodi clamorosi di cosiddetto calcioscommesse, che coinvolsero giocatori e intere squadre, con squalifiche e retrocessioni famose.
Il problema è che, una volta che le cifre iniziano a diventare grosse, e con milioni di utenti si fa presto, il passaggio da “prevedere il futuro” a “spingere il futuro in una certa direzione” è molto più breve di quanto sembri e considerano i limiti che gli LLM hanno nel comporre, valutare ed esprimere un giudizio, la manipolazione può anche essere involontaria quando non decisamente in malafede.
Il giudizio espresso da un essere umano, è modulato dall'incertezza, alla necessità di giustificare una decisione e al costo potenziale di sbagliare: se le evidenze sono incomplete o ambigue, tendono a sospendere il giudizio o a ridurre il livello di confidenza. I modelli linguistici, invece, tendono a produrre una risposta plausibile e linguisticamente coerente anche quando le evidenze sono scarse o contraddittorie. Se adesso accoppiamo i bias che ogni singolo giocatore ha, con la deriva che milioni di questi possono imporre, la situazione può rapidamente sfuggire di mano. Anzi, lo ha già fatto.
In altre parole: quando azzardare sul mondo diventa un business miliardario, c’è sempre qualcuno che si chiede se non convenga, invece di indovinare l’esito, provare ad aggiustarlo.
Cos’è Polymarket
Il problema strutturale: interessi a truccare la realtà
Insider e attori con accesso a informazioni riservate hanno già sfruttato eventi geopolitici e militari per scommettere su colpi di stato, catture e attacchi, piazzando puntate concentrate poco prima che quegli eventi avvenissero. Insomma, è come possedere l'Almanacco sportivo della fortunata saga di "Ritorno al futuro".
Su mercati come Polymarket sono stati segnalati account, spesso protetti dall'anonimato, che hanno guadagnato oltre 1,2 milioni di dollari puntando su uno specifico attacco degli USA all’Iran, con il sospetto che fossero stati pagati per farlo o che avessero informazioni privilegiate.
Se sai che un determinato raid, un annuncio politico o una decisione di governo stanno per arrivare, il mercato delle “previsioni” smette di essere un banco di prova per ipotesi collettive, sagge o malsane che siano, e diventa un circuito parallelo di monetizzazione nascosto e illegale: è come fare insider trading. E se la posta in gioco è sufficientemente grande, il rischio è ancora più allarmante: c’è un incentivo economico diretto a influenzare decisioni politiche, strategie militari, campagne mediatiche, pur di far verificare l’esito “giusto” per il proprio portafoglio. Proprio quel che la criminalità organizzata, collusa con i soliti insospettabili, faceva, in questo caso con contatti diretti, corrompendo giocatori e dirigenti di squadre di calcio.
Non solo si scommette sul mondo; ma si stanno pagando persone perché, se possono, lo pieghino dalla parte della loro puntata.
Manipolazione dei prezzi e dei mercati
Ricordate il mercato delle arance nel divertente film "Una poltrona per due"?
Questo non è un difetto marginale della struttura, ma una conseguenza diretta di come molti di questi mercati sono disegnati: se l'esito dipende da un solo termometro, basta truccare il termometro.
Identità, legalità, etica e zona grigia
Un altro nodo è dato dalla differenza tra piattaforme più regolamentate e piattaforme che vivono in una zona grigia.
Kalshi, ad esempio, opera sotto supervisione CFTC, obbliga all’identificazione degli utenti e impone paletti su cosa si può mettere in gioco: ad esempio niente guerre, assassinii, eventi intrinsecamente contrari all’interesse pubblico.
Polymarket, invece, è nata in un contesto molto meno regolamentato, si appoggia alle criptovalute e in passato non ha richiesto verifiche d’identità paragonabili, rendendo più semplice il gioco di insider anonimi e attori opachi.
La zona grigia non è solo giuridica; è etica: chi può scommettere su guerre, catastrofi o decisioni politiche cruciali, spesso senza lasciare il proprio nome in chiaro, si trova in una posizione di potere che nessun sondaggio tradizionale aveva mai previsto.
Rischi sistemici: dalla democrazia al giornalismo
Quando miliardi di dollari si appoggiano su elezioni, guerre e crisi, il passaggio dalla previsione alla pressione diventa sottilissimo.
I mercati di previsione sulle elezioni possono diventare uno strumento in più per orientare l’opinione pubblica: se “il mercato” assegna poche chance di successo a un candidato, all'esito di un referendum o ad un qualsiasi partito durante un turno elettorale, quel numero entra nel ciclo mediatico e può influenzare proprio l’esito che dovrebbe solo descrivere.
La crescita delle scommesse o la creazione di veri e propri mercati basati su atti di guerra e decisioni di sicurezza nazionale ha portato alcuni esperti a definirli una minaccia alla sicurezza: esiste il rischio che attori con interessi finanziari spingano per escalation violente o per ritardare accordi di pace.
In questo scenario, Polymarket e affini non sono solo “strumenti di previsione”. Sono infrastrutture che legano il destino di persone reali – in guerra, in campagna elettorale, nei palazzi del potere – a schemi e modelli probabilistici in tempo reale da cui qualcuno spera di trarre profitto, spesso in modo quanto meno scorretto.
E il rischio più grande, forse, è proprio questo: abituarci all’idea che la realtà, prima di essere vissuta o compresa, possa essere quotata.
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